Roma, 21 gen. (askanews) – Si è tenuta lo scorso 16 gennaio la prima riunione operativa in attuazione del protocollo d’intesa sottoscritto tra Agea e Enac per l’attività di monitoraggio delle superfici agricole ammissibili agli aiuti della Pac. Il monitoraggio, fatto attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie innovative che, oltre alla Carta Nazionale dell’Uso dei Suoli, l’Area Monitoring System (AMS) e il Sistema di Geotag già realizzate da Agea, prevederà anche l’uso dei droni.
Nel corso del primo Steering Committee sono state individuate le prime tematiche di utilizzo dei droni nel settore del monitoraggio degli aiuti Pac, che saranno orientate a supportare azioni tempestive dei ristori agli agricoltori nel caso di calamità naturali, mappature puntuali di aree a rischio illeciti ambientali, nello specifico sulla condizionalità e su aree caratterizzati da particolare complessità morfologica come pascoli montani e su specifici interventi, ad esempio potature o colture in campo da monitorare prima della raccolta.
Nel corso dell’incontro è emersa, si spiega, anche l’esigenza di creare delle specifiche operative da condividere con il Centro di Ricerca della Commissione Europea di Ispra, per dare una valenza comunitaria alle operazioni di utilizzo dei droni nel settore agricolo in termini di pagamenti degli aiuti. La cartografica geospaziale sviluppate da Agea sarà messa a disposizione di Enac e vi saranno inserite metodologie automatizzate e di intelligenza artificiale da integrare alla fotocamera dei rilievi dei droni.
“Questo incontro rappresenta un passaggio concreto verso la piena operatività dell’ultimo tassello tecnologico nel quadro del monitoraggio continuo delle superfici agricole nel Sian, come i droni – ha detto il Fabio Vitale, direttore di Agea – e si inserisce nel più ampio percorso di innovazione avviato per rafforzare l’efficacia della mappatura continua del territorio e tempestività dei ristori, assicurando al contempo un utilizzo sempre più efficiente delle risorse pubbliche”:
Il direttore generale Enac, Alexander D’Orsogna, ha sottolineato che l’impiego di mezzi a pilotaggio remoto nel monitoraggio agricolo “non è una semplice sperimentazione tecnologica, ma un modello replicabile di cooperazione interistituzionale, capace di diventare un laboratorio avanzato per lo sviluppo dell’Advanced Air Mobility al servizio delle politiche pubbliche, dei cittadini, di una gestione più efficiente dei processi decisionali e di una migliore qualità dei dati analizzati”.