Mer 17 Aprile 2024

Camici dal cognato di Fontana, il dg della centrale acquisti della Regione Lombardia chiede di essere assegnato a nuovo incarico

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Filippo Bongiovanni, fino ad oggi direttore generale di Aria spa e indagato nell’inchiesta insieme al cognato del governatore Fontana, titolare della ditta che avrebbe ottenuto un affidamento diretto per fornire…, Filippo Bongiovanni, fino ad oggi direttore generale di Aria spa, ha chiesto di essere assegnato a nuovo incarico. La centrale acquisti della Regione Lombardia, guidata dall’ex finanziere, è nel mirino della procura di Milano che sta indagando sulla fornitura da 513mila euro di camici e altro materiale, poi trasformata in donazione, da parte della Dama, società di cui la moglie del governatore Attilio Fontana detiene una quota e di cui il cognato Andrea Dini è titolare. Il passo di Bongiovanni, una dimissione “mascherata” nonostante abbia incassato la “piena fiducia” della Regione, sarebbe conseguenza dell’inchiesta della procura di Milano in cui è indagato, assieme a Dini, per turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente. Dini finora ha sempre negato, affermando che il suo intento era sin dall’inizio a scopi benefici. Come riportato dal Fatto Quotidiano, però, lo stesso manager avrebbe firmato di suo pugno email in cui si parlava esplicitamente di “prezzi e forniture”. Documento acquisito dagli investigatori del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza. Secondo l’ipotesi dei pm Luigi Furno, Paolo Filippini e Carlo Scalas, coordinati dall’aggiunto Maurizio Romanelli, Bongiovanni avrebbe saputo del conflitto di interessi in cui si trovava l’azienda destinataria dell’affido diretto di Dpi durante l’emergenza coronavirus che – è emerso dai primi accertamenti – come altre nel periodo dell’emergenza sanitaria non ha sottoscritto il “patto di integrità”, previsto dalla normativa anti-corruzione dell’Anac. Dalle prime ricostruzioni, in particolare in base ad alcuni documenti già acquisiti e alle audizioni dei tecnici, è emerso che durante la pandemia le procedure, vista l’urgenza, si svolte in un modo più snello al punto che prima sono state affidate le forniture e poi sarebbero stati effettuati i controlli previsti dalla normativa. Una procedura, quella seguita per l’azienda della famiglia del governatore, sul quale inquirenti e investigatori si stanno, Continua a leggere su: Ilfattoquotidiano.it

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