Sab 13 Aprile 2024

Cos'è il Juneteenth, e perché se ne parla

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Il 19 giugno negli Stati Uniti si festeggia la fine della schiavitù, una ricorrenza poco nota fuori dalla comunità afroamericana che però quest’anno ha un significato particolare, Il 19 giugno negli Stati Uniti si celebra il cosiddetto Juneteenth (da giugno, june, e diciannove, 19th), una ricorrenza annuale che ricorda la fine della schiavitù nel paese. In questi dati infatti, nel 1865, i soldati dell’Unione arrivarono a Galveston, in Texas, e annunciarono agli schiavi che la guerra civile era finita e la schiavitù abolita, quindi loro erano persone libere. Il Juneteenth viene celebrato da più di 150 anni soprattutto all’interno della comunità afroamericana, ma quest’anno, grazie alle proteste innescate dalla morte di George Floyd e portate avanti dai movimenti antirazzisti in molte città, ha assunto un valore particolare per una parte più ampia della popolazione. Twitter, Vox Media, Nike e altre grandi aziende hanno annunciato che il 19 giugno sarà considerata festività aziendale per tutti i loro dipendenti statunitensi; pochi giorni fa il governatore della Virginia Ralph Northam e il governatore dello stato di New York Andrew Cuomo hanno annunciato di voler rendere ufficialmente il Juneteenth un giorno di festa per i lavoratori. Al momento è considerato una festività in 46 stati su 50, e la proposta – sostenuta anche dal senatore Bernie Sanders – di renderlo festa nazionale è ferma al Congresso dal 2018. 19 giugno 1865 La Guerra civile americana, detta anche Guerra di secessione, iniziò nel 1861, quando sette stati del Sud decisero di separarsi dal resto dell’Unione perché contrari alla proposta degli stati del Nord di abolire la schiavitù. Nelle piantagioni degli stati del Sud infatti l’economia si reggeva interamente sul lavoro degli schiavi, che erano considerati di proprietà dei padroni e non avevano alcun diritto come lavoratori e in generale come esseri umani. Dopo quasi tre anni di guerra, il primo gennaio 1863, il presidente Abraham Lincoln firmò il Proclama di emancipazione, un documento che imponeva la liberazione di tutti gli schiavi. Le, Continua a leggere su: Ilpost.it

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