Sab 25 Maggio 2024

Ennio Morricone e la moglie Maria: «Con lei una storia lunga 70 anni: la convinsi quando era in ospedale …»

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Fu testimone di Via Rasella: «Suonavo per tedeschi e americani. Io? Votavo Dc, ma ho sempre considerato Gesù il primo comunista ». L’attaccamento alla «sua» Roma, l’amore per la moglie Maria…, Stampa Stampa senza immagine Chiudi Addio al maestro 6 luglio 2020 – 10:12 Fu testimone di Via Rasella: «Suonavo per tedeschi e americani. Io? Votavo Dc, ma ho sempre considerato Gesù il primo comunista ». L’attaccamento alla «sua» Roma, l’amore per la moglie Maria Travia: «La feci innamorare standole accanto, quand’era in ospedale» di Aldo Cazzullo Dalle finestre della sua casa di un tempo, tra il ghetto e il Campidoglio, si sentiva il rumore del traffico di Roma: ogni clacson, ogni sgommata. Quando il frastuono si faceva insopportabile, Ennio Morricone si sedeva al pianoforte, e iniziava a suonare, a comporre, a cercare le sue musiche. Non aveva perso l’accento di Trastevere, dov’era nato novantuno anni fa. Ma era un romano di una volta: cortese, disponibile, semplice. «Sono cattolico, votavo Dc, ma ho semper considerato Gesù il primo comunista – diceva -. Mi sento dalla parte dei poveri, anche se ho una bella casa; ma i soldi non li ho rubati… ». Nei suoi ricordi c’era quasi un secolo di storia italiana: «Nella mia famiglia, il fascismo non l’abbiamo vissuto come un dramma. Però quando il Duce annunciò la dichiarazione di guerra mia madre, che lo ascoltava alla radio, scoppiò in lacrime, e io con lei. Mio padre suonava la tromba. Non eravamo poveri, ma con la guerra arrivò la fame: i surrogati, il pane appiccicoso, la mollica che sembrava colla. Mio zio aveva una falegnameria, e io impolveratissimo andavo con il triciclo a prendere sacchi di trucioli per portarli dal fornaio: ogni dieci sacchi, un chilo di pane. Le notizie arrivavano come attutite. Al mattino studiavo al conservatorio, la sera suonavo la tromba per gli tedeschi ufficiali, riuniti al Florida di via Crispi, a ballare i valzer di Strauss con le ragazze romane. Un giorno in piazza Colonna incontrai un prete partigiano ,, Continua a leggere su: Corriere.it

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