Sab 02 Marzo 2024

Gerontocrazia e mancanza di concorrenza all'origine dell'arretratezza digitale italiana

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BRUXELLES. Si suole raccontare che Carlo Magno fosse analfabeta, ma le cose non stanno esattamente così. Il re dei Franchi (nonché Imperatore dei Romani dal 25 dicembre 800 dc) sapeva…, BRUXELLES. Si suole raccontare che Carlo Magno fosse analfabeta, ma le cose non stanno esattamente così. Il re dei Franchi (nonché Imperatore dei Romani dal 25 dicembre 800 dc) sapeva infatti leggere, mentre non era capace di scrivere, una condizione che a noi sembrerà curiosa, ma che all’epoca era abbastanza comune. Nell’alto Medio Evo scrivere era infatti una rara e sofisticata, che richiedeva strumentazioni apposite (pergamene e calamai) e pertanto era limitata ai veri professionisti, in particolare un monaci e pochi funzionari religiosi e laici. La popolazione alfabetizzata, comunque una piccola percentuale di quella totale, si limitava per lo più a leggere i documenti. Carlo Magno intratteneva corrispondenza di vario tipo, con il papa, con gli Arabi che occupavano la Terra Santa ma anche con quelli della penisola iberica, persino con comunità di monaci a cui rimproverava gli strafalcioni grammaticali. Il re franco leggeva tale corrispondenza e, a quanto ne sappiamo, si faceva aiutare da qualche scriba professionista per scrivere a sua volta. Questo accoppiamento tra capacità di scrittura e lettura durerà ancora per molti secoli. Il semi-analfabetismo ai tempi del digitale In altre parole, non solo Carlo Magno non era analfabeta, ma sarebbe persino scorretto definirlo semi-analfabeta per il fatto di non sapere scrivere, perché, come abbiamo visto, quella condizione era abbastanza normale all’epoca per quei pochi che permettersi un’istruzione. Facendo un paragone con l’epoca moderna, il supposto semi-analfabetismo di Carlo Magno assomiglia alla condizione degli utenti digitali moderni, che utilizzano dispositivi ed applicazioni senza avere la benché minima cognizione di quello che vi sia dietro in termini di hardware, software e programmazione . Per l’utente medio si tratta di una situazione ritenuta normale, e non assimilabile all’ignoranza. L’analfabetismo digitale vero e proprio (degli italiani) L’analfabetismo digitale vero e proprio inizia invece laddove gli utenti non sanno usare un, Continua a leggere su: Lastampa.it

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