HomeAttualitàMalya: e-car italiana con range extender a biometano

Malya: e-car italiana con range extender a biometano

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Milano, 26 mag. (askanews) – Una e-car italiana a ruote alte, compatta ma abitabile, pensata con un approccio di neutralità tecnologica per la mobilità urbana e suburbana. È Malya, il progetto sviluppato da Umberto Palermo Design con Federmetano e Reinova per valorizzare progettazione, competenze industriali e filiera italiana.

Il concept nasce in uno scenario europeo che spinge verso veicoli compatti, sostenibili e accessibili. Malya è pensata per trasportare fino a 4-5 persone entro una lunghezza inferiore ai 4 metri, con soluzioni costruttive orientate a semplificare la produzione e ridurre la complessità industriale.

Presentata in forma embrionale il 7 novembre 2025 nello stabilimento di Orbassano, durante la presentazione della gamma city di Mole Urbana, Malya prevede un telaio in tubolari d’acciaio inox, estrusi di alluminio e pannellatura in alluminio taglio-piega, limitando il ricorso a stampi tradizionali e allo stampaggio a iniezione delle plastiche.

Sul piano tecnologico, il progetto guarda a una trazione elettrica con pacco batterie e a una possibile configurazione range extender alimentata a biometano/metano, affiancabile a soluzioni bioCNG e Hybrid/bioCNG.

“L’obiettivo più innovativo è immaginare un veicolo mosso da motore elettrico e pacco batterie, con una logica energetica evoluta nella quale la ricarica possa essere affidata anche a un motore termico alimentato a biometano”, ha spiegato Umberto Palermo, presidente di UP.

Federmetano metterà a disposizione know-how tecnico sui sistemi di alimentazione e stoccaggio di bioCNG. “Il progetto potrà contare sulla rete di distributori di gas naturale compresso e liquefatto più sviluppata d’Europa”, ha affermato il presidente Dante Natali, sottolineando il ruolo del biometano 100% rinnovabile e della rete già attiva in Italia.

Reinova, partner tecnologico del progetto, contribuirà allo sviluppo hardware e software del powertrain innovativo, lavorando su e-motor, batteria, Vehicle Control Unit, assale elettrificato e architetture di controllo. Per il ceo Giuseppe Corcione, Malya rappresenta un punto d’incontro tra “energia, software, design e manifattura intelligente”.

Il progetto vuole indicare una possibile via italiana alla produzione auto: non la logica della gigafactory, ma un modello più mirato e flessibile, quello della “nanofactory”, orientato a mercati settoriali, bisogni specifici e produzioni più sostenibili.

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