ROMA – “Ho appreso dalla stampa il decreto di nomina del nuovo Cda degli Uffizi in cui si nominano il segretario alla presidenza del Consiglio già braccio destro di Brunetta, un professore universitario già direttore della fondazione Farefuturo di Fini, un ex candidato di FI alla regione Toscana trombato. Si riempiono la bocca con ‘nazione’, ma qui c’è un cambio di consonante: ‘fazione’. Si stanno prendendo tutto. Non si tratta di egemonia culturale, ma lottizzazione del patrimonio culturale. Come ciliegina e foglia di fico, siccome erano tutti maschi e nessuno sapeva niente di storia dell’arte, hanno nominato anche una storica dell’arte importante, che però è la curatrice di un dipartimento del Metropolitan museum di NY, che chiede un sacco di opere in prestito agli uffizi e crea quindi un conflitto d’interesse. Non si può governare così il patrimonio del Paese. È uno scandalo e io non posso far altro che dire ‘Non in mio nome’, dimettermi e denunciare pubblicamente quello che stanno facendo al patrimonio culturale della patria, distrutto dai patrioti”, Così il rettore per l’Università per stranieri di Siena Tomaso Montanari a Otto e mezzo su La7.
GIULI: MOTIVAZIONI DIMISSIONI MONTANARI PRETESTUOSE E DELUDENTI
“Montanari se n’è ghiuto, E soli ci ha
lasciato”. Così, con la citazione di una celebre frase di Palmiro
Togliatti, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli accoglie e
commenta le dimissioni del Professor Tomaso Montanari dal
Comitato scientifico delle Gallerie degli Uffizi, pervenute al
MiC in data odierna. Prosegue Giuli: “Le motivazioni addotte
dall’esimio Prof. Montanari – ovvero la nomina di impeccabili
figure tecniche nel cda, come il Segretario generale della
Presidenza del Consiglio Carlo Deodato nonché, nel comitato
scientifico, di una autorevolissima scienziata dell’arte come
Carmen Bambach, tra l’altro curatrice al Met di New York –
appaiono per lo meno al di sotto di ogni sospetto nella loro
veste pretestuosa e decisamente deludenti considerando la sua
incompresa caratura intellettuale”. Così l’ufficio stampa del
ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
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